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la vita oltre la morte


    Erzesbet Bßthory (1560/1614)

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    Erzesbet Bßthory (1560/1614)

    Messaggio  amministratore il Mer 16 Apr 2008 - 23:53

    Tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, visse in Ungheria la bella Erzesbet Bßthory (1560/1614), detta anche, pi¨ facilmente, Elisabeth, imparentata per via paterna coi regnanti di Polonia e con la famiglia del pi¨ celebre Stefano Bathory. Morto il padre in tenera etÓ, si spos˛ giovanissima, a soli quindici anni col nobile conte Ferencz Nadasdy, che le diede quattro figli. Una delle passioni della contessa e del suo consorte era la magia nera. Il loro castello di Csejthe, in Ungheria settentrionale, divenne un punto di riferimento per maghi, streghe e alchimisti, che non potevano praticare liberamente, perseguitati dall'inquisizione. Presto, uno dei pi¨ grandi sogni di Erzesbet fu quello di scoprire il segreto dell'eterna giovinezza. Inizi˛ a far rapire giovani ragazze vergini dai paesi intorno al suo castello, che sottoponeva a rituali erotici e sanguinolenti. In preda a crisi nervose, era solita malmenare violentemente tali giovani, con lo scopo di "guarire" dal suo malessere, che probabilmente era anche psicologico. Infatti, l'unico modo per stare bene, era proprio quello di "violentare" le fanciulle rapite. In preda a un'estasi mistica derivata da tali atti, la contessa uccideva le sue vittime, per poi fare il bagno nel loro sangue. Inoltre, era dedita a vampirismo. Tra gli aristocratici di quel tempo, e non solo in Ungheria, era diffusa la credenza che fare il bagno nel sangue di giovani vergini potesse prolungare la vita e mantenere giovani. Anche in Italia, i conti Borromeo erano dediti, si sospetta, a tali pratiche, nelle loro ville della Lombardia. I suoi delitti durarono per anni. Quando una delle vittime riuscý a fuggire dalle segrete del suo castello, ebbe inizio il declino della Sanguinaria contessa. Dovette intervenire il re Mattia II d'Austria, che giÓ sospettava qualcosa di terribile, ma fino ad allora aveva ritenuto opportuno non agire. Il 30 dicembre del 1610, Erzesbet Bathory venne arrestata. Gyorgy Turso, capitano delle guardie reali, prese possesso del castello di Csejte e inorridý quando scoprý i resti di centinaia di vittime nei suoi sotterranei. Molte ragazze furono ritrovate vive, prigioniere nelle carceri. Alcune di esse presentavano delle ferite, alcune gravi, altre pi¨ lievi. Al termine del processo che interess˛ la contessa e i suoi complici, vennero contate 610 vittime. Coloro i quali le erano rimasti fedeli vennero condannati al rogo con l'accusa di stregoneria. La pena della contessa venne commutata in segregazione a vita nella sua camera del castello di Csejthe. Nel marzo del 1614 venne murata, ma continu˛ a ricevere cibo ogni giorno da un piccolo passaggio nella parete, finchÚ non venne ritrovata morta dopo cinque mesi. Non rivel˛ mai a nessuno con esattezza lo svolgersi dei sanguinosi riti che la videro protagonista all'interno del suo castello, portandosi tali segreti con sÚ nella tomba.

    Giorgio Pastore

      La data/ora di oggi Ŕ Mar 25 Set 2018 - 12:13