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la vita oltre la morte


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    Messaggio  amministratore il Gio 24 Apr 2008 - 1:53

    Per facilitarci le cose, partiamo dal presupposto che i fantasmi esistano e che siano ovunque. Sì, non solo in vecchi castelli e ville, bensì ovunque, intorno a noi, sempre. Infatti, non c'è nessuna ragione di pensare che i fantasmi debbano per forza essere solo in determinati luoghi, escludendone altri, a meno che non volessimo prendere in considerazione motivi vincolanti tutt'ora sconosciuti, ma dubito. Quale differenze potrebbe esserci tra un castello e un'abitazione moderna? Alcuni potrebbero obiettare che i castelli debbono essere più soggetti ad infestazioni poiché in essi capitava che venissero giustiziate persone o morissero durante battaglie nel medioevo, ma non è abbastanza per poter dire niente di certo. Anche nei moderni appartamenti, infatti, possono morire persone, anche violentemente e possono morire anche per strada se per questo. Quindi non solo in vecchi e suggestivi ruderi. Sfatiamo il mito del vecchio castello infestato o della solita suggestiva casa stregata. I fantasmi devono trovarsi, per forza di cose, ovunque.

    Ora, passiamo alla seconda problematica: cos'è un fantasma? La parola "fantasma" si riferisce a un qualcosa che non esiste sul piano reale, un'immagine fantasiosa, o meglio, non del nostro mondo. Questo significa che non è una cosa concreta, tangibile, visibile, ma d'altro canto, non possiamo dire che sia una cosa di fantasia, almeno finché non lo potremo dimostrare. Nel passato, quando ancora la scienza era basata più sugli scritti degli antichi che sull'empirismo, molte erano quelle cose definite impossibili e fantasiose. Molte di quelle stesse cose, secoli dopo, trovarono anch'esse un loro posto nel panorama scientifico. Questo vuol dire che una cosa oggigiorno definita soprannaturale, in un futuro potrebbe divenire normale per la scienza. Ma per arrivare a ciò, si dovrà dimostrare scientificamente certi fenomeni tutt'ora inspiegabili. Si dovrà poter ripetere in laboratorio certi fenomeni, nella nostra era
    definiti paranormali. Non è un utopia, ma una possibilità, in quanto la scienza fa di giorno in giorno passi da gigante. Molte cose, oramai spiegate, un tempo facevano ridere gli stessi scienziati. La storia deve insegnare, altrimenti è inutile studiarla.

    Comunemente parlando, per fantasma, intendiamo quell'entità, quell'essenza "vitale" che sopravvive al corpo dopo la morte e, quindi, continua a "vivere" ma come relegato in una dimensione parallela alla nostra. Solo in certi rari casi, quando le soglie di queste due dimensioni si sfiorano ci è possibile vederli ed entrare in contatto con loro. Ci sono diverse teorie che cercano di spiegare "cosa è un fantasma". Come dicevo all'inizio, io credo che i fantasmi siano ovunque, ma non ci è possibile vederli in normali condizioni, in quanto la loro dimensione non è la nostra. Cosa si intende per dimensione? Capisco la difficoltà del credere nell'esistenza in qualcosa che non si vede, ma d'altronde, non si crede forse nell'esistenza dell'aria, che pur non si vede? E non si crede anche nell'esistenza di Dio, pur non avendolo mai visto (almeno di recente)? Allora, perché non credere anche nell'esistenza dei fantasmi e di altre dimensioni oltre la nostra? Immaginiamo un libro. Se la nostra dimensione è la pagina numero uno del libro, un'altra dimensione sarà la numero due, o la tre e così via. E tutte, nel loro insieme, formano il libro, ovvero l'universo intero. Immaginiamo che ogni pagina sia simile ad un'altra, variando solo per pochi elementi, quindi se sulla pagina 1 ci sarà scritta solo la lettera "A" in stampatello per esempio, magari sulla seconda ci potrà essere la stessa lettera, ma scritta in corsivo e sulla terza, ancora una "A" ma scritta con un altro carattere differente dagli altri. E sulla pagina numero 3320 forse troveremo una parola più complessa, in modo che ogni pagina del libro corrisponda ad una delle infinite varianti disponibili e, naturalmente, per forza di cose, questo sarà un libro con un numero infinito di pagine. L'universo, allo stesso modo, è composto da un numero infinito di dimensioni. Io penso che durante il sognare, ci sia permesso di viaggiare attraverso queste dimensioni, per poi, al risveglio, ritornare nella nostra, cioè nel nostro corpo. E, così come l'anima viaggia nello spazio, può viaggiare anche nel tempo, ma non necessariamente nel nostro: in quello di altre dimensioni. Per questo, a volte, si fanno sogni premonitori. Noi siamo abituati a chiamare "sogno" quel determinato stato di coscienza, senza cercare di andare oltre, di darci una spiegazione scientifica o comunque, più soddisgfacente. Cos'è il sogno? Il sogno è il sogno... Ma, di fatto, il sogno è un'esperienza di per sè meravigliosa e unica, infatti è difficile fare lo stesso sogno più di una volta, in maniera identica. Forse perchè viaggiando in modo casuale attraverso l'universo in un numero infinito di dimensioni, di spazi, luoghi e tempi, è decisamente improbabile arrivare due volte in uno stesso identico punto.

    Ora, in determinati casi, per ragioni che possiamo solo ipotizzare, queste dimensioni si sfiorano l'un l'altra, per brevi istanti e, come se ci trovassimo in un incrocio, può capitare di incrociare presenze abitanti altre dimensioni. In questi casi, noi possiamo vedere i cosiddetti fantasmi. In tal caso, è difficile che essi possano interagire con la nostra dimensione, in quanto solo immagini, ricordi di altri luoghi e tempi. Impotenti, inconsapevoli forse di essere visti, o comunque, consapevoli di essere anch'essi a entità sconosciute, appartenenti ad un altro mondo. Così, in quei determinati momenti, noi "X" vediamo un fantasma "Y" e contemporaneamente, un'altra persona "Y" vede un fantasma "X". O forse è solo possibile, per qualche strana ragione, poter vedere solo il passato e non il futuro.

    Ma c'è anche la possibilità che il fantasma appartenga invece a questa nostra dimensione, come essenza energetica, memoria di una persona morta, ma sospesa nel tempo e nello spazio, perché magari si crede ancora viva, o non ha adempiuto durante la vita a tutti i suoi compiti, non ha raggiunto una "soddisfazione" terrena, o non accetta l'idea di essere morta. Ci sono casi di fantasmi preoccupati del destino del loro "Io" materiale, del loro ex-corpo. Presso la rocca di Riva del Garda (TN) negli anni ’50 del ‘900 venne rinvenuta un’antica tomba romana. Particolare curioso? Il soldato riesumato era senza testa. I resti vennero trasportatati al Museo Civico di Riva, ma da allora, accaddero fatti strani. All’interno del museo si udivano rumori, si accendevano luci, si spostavano oggetti. La gente diceva che il soldato si era arrabbiato per essere stato trasportato al museo, oppure perché rivoleva la sua testa. Nel 1955 rinvennero un teschio a Malcesine, anch’essa di epoca romana. Anch’esso “non stava mai fermo” nelle ore notturne, si esibiva con salti, spostamenti e rumori. Si volle riunire i due pezzi, ma tale riunione non avvenne. Secondo un medium, il morto si sarebbe chiamato Lucius Paulus. Attualmente, le ossa del soldato sono esposte in una salette, la stanza delle torture, che si vede passando in un alto corridoio della Rocca di Riva che conduce alla torre. I fatti del 1954 rimangono tutt’ora senza spiegazione, ma sono un tipico esempio di attaccamento affettivo di un fantasma al proprio ex-corpo. C'è un altro quesito su cui soffermarci. Perché, di solito, si vedono solo fantasmi di persone morte "recentemente" e, ad esempio, non si è mai visto il fantasma di un dinosauro o di un uomo primitivo? Questo fatto potrebbe essere spiegato se si suppone una sorta di "presente continuo inertico". Immaginiamo di lanciare un sasso in uno stagno. Questo farà una parabola per poi scomparire nello specchio acquoso. Lo stesso, probabilmente avviene nel caso dei fantasmi.

    L'anima di una persona, quando muore, inizia una parabola e per inerzia, continua ad "esistere" ma solo per un certo periodo di tempo, per poi concludere il suo "viaggio" ed abbandonare per sempre questo mondo, come se ogni fantasma avesse attaccato un timer. Allo scadere del tempo, l'anima smette di esistere come "coda" della sua esistenza passata, magari per diventare "testa" di un'altra vita. Potremmo immaginare che quest'anima, al termina del suo tempo, si reincarni in una nuova vita corporea. Ci sono molte testimonianze che proverebbero l'esistenza della possibilità di reincarnarsi. E perché "presente continuo"? Perché, probabilmente, per un fantasma, il tempo non esiste come l'intendiamo noi. Il fantasma è attivo in un presente perenne, che per lui vale un attimo di tempo, ma per noi può durare anche secoli. E il tempo che impiega questo "sassolino" a cadere nello stagno è per un fantasma equivalente ad un secondo. Ma queste sono tutte solamente ipotesi. Ci sto ancora lavorando sopra. Quando, e se, avrò delle risposte certe, le pubblicherò.

    tratto da: http://gothiccelticforum.forumcommunity.net/

      La data/ora di oggi è Sab 19 Ago 2017 - 4:40